L'inflazione: un fattore che incide sul patrimonio

Vale la pena prestare particolare attenzione all'inflazione. Nel corso del tempo, persino un'inflazione modesta può infatti intaccare significativamente il potere d'acquisto dei risparmiatori. L'inflazione può infatti danneggiare seriamente il patrimonio degli investitori. Si tratta di una lezione che purtroppo molti investitori hanno dovuto imparare sulla propria pelle.

Per gran parte degli anni '70 molti Paesi europei hanno registrato un'inflazione a doppia cifra, che ha velocemente deteriorato il potere d'acquisto degli investitori. Nel 1974, ad esempio, l'inflazione dei prezzi al consumo in Italia ha raggiunto il 24,5%, secondo i dati della fonte online inflation.eu. A questo tasso accelerato, il valore reale della moneta si dimezza in appena tre anni.

Con gli odierni livelli dei tassi di inflazione europei ancora relativamente bassi rispetto ai dati storici di lungo termine (negli ultimi quattro anni l'inflazione in Italia è stata inferiore al 2%), si potrebbe essere indotti a pensare che l'impatto negativo dell'aumento dei prezzi non sia oggi così rilevante.

Sostenere questa convinzione sarebbe tuttavia imprudente.

Innanzitutto anche livelli di inflazione contenuti hanno un impatto fortemente negativo nel lungo termine. Basti pensare che negli ultimi 20 anni l’inflazione ha ridotto il potere d’acquisto in Italia del 30%. Non bisogna poi dimenticare che quando l'inflazione è bassa, lo sono anche gli interessi dei conti di deposito. Tenere fermo il proprio denaro si traduce infatti inevitabilmente nella certezza di perdere, lentamente ma inesorabilmente, potere d’acquisto in termini "reali".

Se da un lato non investire espone dunque gli investitori alla perdita di potere d’acquisto, oltre che ad un potenziale eccesso di concentrazione degli asset, dall’altro il contesto attuale di tassi compressi, può indurre alcuni investitori alla ricerca di rendimenti, ad assumere più rischio di quello che desidererebbero. Se da un lato investire in asset class più aggressive può accrescere il capitale nel lungo termine, dall’altro gli investimenti più dinamici, come le azioni, possono esporre gli investitori a livelli di volatilità indesiderati.

Per chi mira a proteggere efficacemente il proprio capitale risulta pertanto essenziale investire in strumenti difensivi e capaci di generare rendimenti ponderati per il rischio interessanti.

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