Top News - Selezionare i titoli è fondamentale ma non sufficiente…

Costruire un portafoglio: perché scegliere titoli di buona qualità non è sufficiente, ed è necessario diversificare.

La prima regola che si deve imparare quando si investe è che i rendimenti ottenuti nel passato non sono garanzia di uguali risultati nel futuro. La seconda regola, che può valere anche come una prima regola bis, è che un portafoglio ben costruito ha una caratteristica chiave: la diversificazione. Questo potrebbe indurre a pensare che la selezione dei singoli titoli in cui si investe non sia importante, ma in realtà è vero esattamente il contrario. Perché è proprio con una severa disciplina di selezione dei singoli titoli con le migliori prospettive future che i gestori attivi costruiscono portafogli efficienti in ottica rischio-rendimento.

E’ bene ricordarlo: la scelta dei singoli titoli è solo una parte del processo di investimento, soprattutto se l’ottica di investimento è di lungo periodo. Selezionare i titoli giusti è il frutto di una profonda ricerca aziendale e industriale, di un processo di studio dei bilanci e di analisi e di incontri sul campo con management delle aziende selezionate, concorrenti e fornitori sia sui mercati emergenti che in quelli sviluppati.
Per arrivare a cogliere ogni singola opportunità di investimento occorrono ore trascorse a valutare meticolosamente i punti di forza e di debolezza del modello di business. Ma questo è solo l’inizio. La decisione di inserire effettivamente un titolo in portafoglio è presa in base al profilo di rischio/rendimento e all’esposizione complessiva di chi investe e dell’obiettivo che si è dato.

Una buona pratica di gestione attiva costruisce il portafoglio tenendo conto in primo luogo della gestione del rischio "reale" per gli investitori e, in particolare, dell’eventualità di una perdita permanente in conto capitale. In questo modo, l'ammontare assegnato a un particolare titolo riflette sia il valore massimo di capitale che un investitore è disposto a perdere se si sbaglia, sia la probabilità di un esito negativo. Nell'ultimo decennio molti gestori hanno trascurato il rischio “reale”, allocando risorse su azioni e obbligazioni con pesi che riflettono matematicamente quello dato dall’indice di riferimento di mercato del fondo, sovrappesando o sottopesando un particolare settore, area geografica o tema di investimento. Questa pratica di gestione può portare a strutture di portafoglio e risultati di investimento che non sempre sono allineati con gli obiettivi degli investitori.

Un buon portafoglio diversificato deve dare la giusta dimensione a ciascun titolo in base al rischio “reale” per gli investitori. La domanda che un buon gestore attivo deve porsi è: “Quanto denaro potrebbe perdere l’investitore se faccio la scelta sbagliata?”. Per questo è fondamentale che il processo di costruzione del portafoglio tenga conto anche dei rischi esogeni e dell'interazione tra tutti gli stock all'interno del portafoglio. In questo modo si riesce a mitigare sia il rischio assoluto, che il rischio relativo del portafoglio rispetto al suo indice o universo di investimento. In definitiva, un portafoglio multi-asset ben costruito dovrebbe essere molto diversificato e con un occhio attento ai rendimenti sostenibili, per compensare i rischi e la volatilità.

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